Trump il bullo torna a minacciare l'emergenza nazionale: "il muro si farà, in un modo o nell'altro"

Il prossimo 15 febbraio finisce la tregua dello shutdown e il Congresso dovrà decidere se stanziare 5,7 milioni di dollari per il muro. Se rifiuta, Trump dichiarerà l'emergenza nazionale

Donald Trump

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globalist 1 febbraio 2019
Sembra che in realtà Donald Trump abbia già deciso che il prossimo 15 febbraio, ultimo giorno di 'tregua' dallo shutdown che ha paralizzato gli Stati Uniti per 33 giorni, dichiarerà l'emergenza nazionale. Il presidente Usa non ha alcuna fiducia nel dialogo con i democratici, come ha dichiarato lui stesso ai cronisti della Casa Bianca, dove si è svolta una tavola rotonda per discutere del problema del traffico di esseri umani sul confine meridionale. 
"Vediamo cosa succede, noi intanto continuiamo a costruire il muro. È incredibile vedere in una zona la differenza quando viene costruito il muro. Stiamo spendendo il denaro che abbiamo in mano. Verrà costruito, in un modo o nell'altro"
L'emergenza nazionale è un'ipotesi più che concreta e se il Congresso, come sembra accadrà, rifiuterà di stanziare i 5,7 milioni di dollari necessari per la costruzione del muro, Trump è pronto a calare l'asso: "c'è una buona probabilità che dovremo farlo. Stiamo costruendo grandi porzioni di muro, abbiamo già soldi a disposizione. Ma posso costruirlo molto più velocemente. Ascoltate attentamente cosa dirò nel discorso sullo Stato dell'Unione", in programma il 5 febbraio. "Lo troverete molto interessante. Tutto è un'opzione, non tolgo nessuna opzione dal tavolo", dice Trump.
"Stiamo considerando un'emergenza nazionale, perché siamo davanti ad un'invasione non solo di persone, gang, criminali e trafficanti di esseri umani. È un'invasione di droga, qualcosa di mai visto. Se costruiamo una barriera con l'ausilio della tecnologia, vedremo una drastica riduzione del crimine", aggiunge.