La finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita: alla faccia dei diritti umani e di Khashoggi

La partita si giocherà a Gedda mercoledì 16 gennaio. Protesta dell'Usigrai: per la Lega Calcio i soldi contano più dei diritti civili

Una foto di Jamal Khashoggi

Una foto di Jamal Khashoggi

globalist 5 dicembre 2018

Una vergogna assoluta che, giustamente, è stata condannata; "Per la Lega Calcio i soldi contano più dei diritti civili. Avevamo chiesto di fermarsi, di non andare a giocare in Arabia Saudita. Ma niente. I milioni di euro messi sul piatto dal regime saudita hanno convinto il calcio italiano a girarsi dall'altra parte. A ignorare le notizie sul brutale assassinio del giornalista Jamal Khashoggi che chiamano in causa il principe ereditario saudita, che molto probabilmente sarà anche presente allo stadio per assistere alla partita".
E' la protesta dell'esecutivo Usigrai, dopo che la Lega di Serie A ha ufficializzato che Juventus e Milan si affronteranno per la Supercoppa italiana a Gedda, in Arabia Saudita, mercoledì 16 gennaio, alle 18.30 (20.30 ora locale), in diretta su Rai1.
"Ecco come il calcio italiano - continua il sindacato dei giornalisti Rai in una nota - onora la Dichiarazione universale dei diritti umani alla vigilia del suo 70/o anniversario. A questo punto chiediamo un incontro urgente ai vertici della Rai, titolare dei diritti. Ricordiamo che il Contratto di Servizio impegna noi tutti alla diffusione dei valori del rispetto della dignità umana e della nostra Costituzione".