L'Ue smentisce le stime del governo: "deficit italiano al 2,9% nel 2019, oltre il 3% nel 2020"

La Commissione europea cita "il significativo incremento della spesa pubblica" con l'introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni. L'Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa

Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici

Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici

globalist 8 novembre 2018

La Commissione europea smentisce il governo italiano targato Lega-M5s. Stima infatti per l'Italia un deficit in crescita al 2,9% del Pil nel 2019 per effetto della manovra espansiva, contro il 2,4% stabilito dal governo. Nelle previsioni d'autunno Bruxelles cita alcune "misure programmate" come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e investimenti pubblici che "aumenteranno significativamente la spesa pubblica".
E nel 2020, a politiche invariate, la Commissione vede addirittura un disavanzo pubblico proiettato al 3,1% del Pil. L'Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione".
Secondo la Commissione europea, anche il deficit strutturale (il parametro in base a cui si calcola lo sforzo per ridurre il debito) schizza in avanti: dall'1,8% di quest'anno sale al 3% nel 2019 e al 3,5% nel 2020. In primavera era previsto all'1,7% nel 2018 e al 2% nel 2019.
L'Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Con l'1,1% quest'anno, contro l'1,3% previsto, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%. Nel 2019, allo stesso livello di Pil dell'1,2% dell'Italia ci sarà solo Londra ma ormai sarà già fuori dall'Ue. La peggiore crescita dopo l'Italia sarà l'1,5% del Belgio, secondo con l'1,4% anche nel 2020 dietro l'1,3% italiano.
"A causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita - scrive ancora la Commissione Ue nelle previsioni economiche autunnali - l'alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% su tutto il periodo delle previsioni" cioè 2018, 2019 e 2020.
L'economia italiana, sottolinea Bruxelles, ha rallentato nella prima metà di quest'anno a causa dell'indebolimento delle esportazioni e della produzione industriale. Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l'associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'alto debito.
La Ue avverte anche sullo spread: "Un aumento prolungato dei tassi d'interesse - avverte la Commissione Ue - peggiorerebbe le condizioni del credito delle banche e ridurrebbe ulteriormente la fornitura di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe ridurre gli investimenti privati. In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica".