Anche Fdi contro Baglioni pro-migranti: verificate i suoi conflitti d’interessi

Il consigliere Giampaolo Rossi vuole indagare sui conflitti d'interessi di Baglioni e della sua casa discografica, ma solo dopo che Baglioni ha espresso il suo parere negativo sul governo

Claudio Baglioni

Claudio Baglioni

globalist 10 gennaio 2019

Forse in fondo era meglio che Baglioni si stesse zitto. Che ‘cantasse e basta’ come vuole Salvini, perché ha osato criticare il governo sui migranti e questo, nella nuova Rai del cambiamento, non va mica bene. Ma siccome  anche i numeri cantano, e cantano bene, Baglioni a Sanremo ci deve andare. E chissà che cosa potrà combinare sul palco dell’Ariston, da sempre vetrina importantissima sull’Italia e per l’Italia.


Un rischio che non tutti, nel cda Rai sono disposti a correre. Per esempio c’è Giampaolo Rossi, consigliere in quota Fratelli d’Italia, che era un’alternativa a Marcello Foa, se possibile ancor più sovranista, che annuncia che al prossimo consiglio di amministrazione chiederà “che la Rai verifichi se ci sono conflitti di interesse generati dal rapporto che il direttore artistico del Festival di Sanremo ha con la sua casa discografica, che è la stessa cui appartiene una buona parte degli artisti selezionati".


Sacrosanto, certo. D’altronde, il conduttore di Sanremo ne è anche direttore artistico, ossia colui che sceglie chi è dentro e chi è fuori. Ed è legittimo pensare che Baglioni privilegi i suoi ‘colleghi’. La questione, però, come direbbe lo stesso Rossi, è un’altra: lui sostiene che “il cittadino Baglioni ha diritto di manifestare tutte le opinioni che vuole, naturalmente. Parlare di immigrazione, però, mentre si presenta il festival della canzone italiana è del tutto fuori contesto, anche quando lo si fa in risposta a domande specifiche poste dai giornalisti”. Ecco, la nostra domanda è proprio questa: se il cittadino Baglioni si fosse mostrato in linea con il Governo, questa sete di trasparenza e legalità sul Festival il consigliere Rossi l’avrebbe sentita ugualmente?